Bleach GC: Tasogare Ni Mamieru Shinigami
Bleach è un picchiaduro orientato ai giovani otaku giapponesi, e per adattarsi ad un maggior numero di persone possibili si è optato per un sistema di controllo quanto più semplice sia stato mai visto prima d'ora.
Con due pulsanti utilizzati, uno per l'attacco debole ed uno per il colpo forte (da combinare con le diverse direzioni selezionate sull'analogico) il gameplay del titolo molto ricorda quello intrapreso dal più famoso Dragonball Z: Budokai (o il sistema di gioco di Smackdown per PS2, fate vobis).

Cover

Come già detto, Bleach è uno Shoen (un manga dove i protagonisti si pigliano a mazzate), e poteva mai non essere implementata la caratteristica principale dei protagonisti del fumetto? Certo che no, ed ecco comparire sullo schermo una bella barra piena piena di energia spirituale, da utilizzare per sferrare attacchi ben più potenti, con la pressione del dorsale R in combinazione del tasto A oppure X. Purtroppo gli attacchi speciali sono solo 2 per personaggio, ma gli appassionati non mancheranno di notare il Getsuga Tenshou di Ichigo, od il Senbonzakura di Byakuya. Con L si attiva lo slow (avete presente Viewtiful Joe? Ecco) con il quale rallentare notevolmente l'avversario e mazzolarlo per bene, la mossa consuma un po' più energia spirituale del normale; il risultato in termini di efficacia e danni effettuati è assai migliore di una super, anche perché lo slow dura un bel po', anche troppo. Dopo i confetti vengono i difetti, andiamo ad analizzare cosa non va in questo titolo e perché ne siamo rimasti parzialmente delusi. In effetti, l'uso dello slow è abbastanza noioso, il personaggio colpito quasi non si muove, e basta una combo con una final (R+ Y, si genera un colpo imparabile) per far scendere la barra della vita in modo importante e rendere di conseguenza i vari combattimenti ripetitivi, noiosi e fin troppo semplici; ritornando sulla final, colpendo l'avversario con la stessa genera una sequenza abbastanza lunghetta, purtroppo non skippabile (ottimo per i fan, un po' meno per gli altri, che preferiranno accantonare queste mosse per non spezzare il ritmo di gioco). In effetti, il difetto di fondo di Bleach è l'eccessiva ripetitività che permea tutto il gioco, i combattimenti si andranno a somigliare un po' tutti, e se aggiungiamo che le mosse disponibili per personaggio si contano sulle dita di una mano sola, il quadro è (quasi) completo. Sul fronte personaggi, si possono dare buone nuove.
La scuderia di 27 lottatori (di cui più della metà da sbloccare) non delude, nota di demerito, però, per un cattivo bilanciamento, in effetti la potenza dei guerrieri è quella riscontrata nel manga (lottatori deboli ed altri più forti), tuttavia in un picchiaduro è cosa buona e giusta rendere quanto più equilibrate possibili le caratteristiche dei vari personaggi. Nota positiva invece per gli stili di combattimento, assai fedeli all'anime (anche se qualche clone si trova sempre.). Lo story mode, modalità precedentemente illustrata (in pratica è quella che racconta la storia della Soul Society, come descritto nell'introduzione alla recensione) si completa in poco più di un paio d'orette… un po' poco come gioco in sé, accettabile magari se pensiamo che questo è in ogni caso un picchiaduro ad incontri.
Vengono poi a completare il quadro una modalità Arcade ed una modalità Survival. Questa ultima ci mette contro 13 lottatori, ma non facciamoci spaventare dalla difficoltà; anche perché questa raggiunge un valore prossimo allo zero: i nemici hanno un'intelligenza artificiale paragonabile a quella di un gatto di marmo.
I personaggi da sbloccare non salveranno il gioco dal limbo della monotonia: certo, con 2-3 amici la situazione può anche risollevarsi, ma non di molto…